Dieta per allergia al Nichel

18/01/2018Dieta per allergia al Nichel

Il nichel, spesso scritto anche come nickel, è un metallo pesante che come oligoelemento, ossia in bassa concentrazione, si trova nel terreno, nell’acqua e nell’aria. In pratica, è presente un po’ ovunque ed è praticamente impossibile non venirne a contatto. Da molti anni ha un interesse industriale: viene impiegato nella realizzazione di molte leghe: tra le più note c’è l’acciaio inox, che trova impiego nella realizzazione di stoviglie e anche in alcune parti di elettrodomestici.

Considerata l’ampia distribuzione del metallo anche in natura, è scontato che sia presente anche in molti cibi, sia freschi che conservati. Molti cibi contengono nickel, sia perché alcuni ne sono particolarmente ricchi sia perché viene trasmesso dai contenitori. La causa primaria della presenza negli alimenti deriva dal fatto che sia vegetali che animali lo assumono nutrendosi e bevendo.

In media, ogni giorno un individuo assume circa 300-600 microgrammi di questo metallo che, come detto, riveste anche un ruolo importante in alcune reazioni metaboliche. In ogni caso, il fabbisogno di questo metallo è piuttosto limitato: solo 30 microgrammi al giorno. Poiché il contenuto di nichel è superiore in natura nei vegetali, chi ne mangia molti ne assume di più.

Allergia al nichel: caratteristiche

L’allergia al nichel interessa, secondo gli studi epidemiologici più recenti, circa il 15-20% della popolazione generale. I dati del sistema europeo di vigilanza sulle allergie da contatto conferma il dato. Sempre secondo lo stesso sistema di vigilanza, l’Italia è il primo Paese in termini di prevalenza di allergia al nichel, infatti questa interessa circa il 32% della popolazione generale. Tra tutti, a esserne più colpite sono le donne.

L’allergia si manifesta come:

dermatite allergica da contatto, detta anche DAC;

sindrome da allergia sistemica al nichel, abbreviata come SNAS;

Quest’ultima si manifesta con la cosiddetta dermatite da contatto sistemica o DSC, con sintomi gastrointestinali, respiratori e neurologici. Oltre a tutte le altre precauzioni per ridurre il contatto con il nichel, è molto importante anche attenersi a una dieta, che prima di tutto escluda gli alimenti che ne sono più ricchi ma anche che assicuri un sano equilibrio nutrizionale.

A colazione

Chi soffre di allergia al nichel potrebbe iniziare la giornata con una porzione di latte e yogurt, due-tre biscotti secchi e una mela.

Pranzo e cena

Una porzione di pasta non integrale o riso, oppure in alternativa quinoa, conditi con zucchine e zafferano, radicchio rosso e scamorza. Ottima anche la pasta con olive, capperi e melanzane saltate in padella. È possibile abbinare del pesce: meglio magari scegliere l’orata o altro esemplare fresco di dimensioni contenute, da servire con un contorno di verdura fresca quali finocchi, carote o peperoni, a seconda della stagione.

Bene anche le uova nelle diverse versioni: sode, all’occhio di bue o per fare la frittata. Purtroppo, tra gli alimenti che contengono più nichel vi sono i legumi e questo limita molto la scelta delle proteine vegetali.

Spuntini

Sempre preferibile, anche per chi non soffre di allergia al nichel, scegliere una porzione di frutta. In questo caso è meglio consumare banane, mele, melone e agrumi. In generale, è importante eliminare o ridurre il consumo di cibi conservati.

In tutti i pasti sono da evitare i cibi ricchi di nichel: arachidi, avena, cacao e derivati del cacao, pomodoro concentrato, lenticchie, mandorle e noccioline, alimenti conservati in contenitori di metallo, farina e pane integrali, lievito in polvere, cozze e crostacei, patate, piselli, pomodori, spinaci, cavoli, cavolfiori, fagioli e fagiolini, asparagi e prugne secche.

La dieta è piuttosto limitativa e richiede una particolare attenzione da parte di chi soffre di questa fastidiosa allergia. I sintomi devono essere valutati dal medico così come le indicazioni dietetiche.

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