Ecco la dieta su misura per dimagrire

25/05/2018Ecco la dieta su misura per dimagrire

Può un algoritmo aiutarci a dimagrire? Due ricercatori dimostrano che le persone reagiscono in maniera diversa agli stessi alimenti, con la conseguenza che ciò che può risultare salutare per qualcuno, non lo è per un altro. E ciò che fa ingrassare l'uno, non fa ingrassare l'altro

La dieta del futuro? Quella strettamente personalizzata, in grado di far perdere peso mangiando ciò che più piace. Lo giurano due scienziati israeliani, che avrebbero messo a punto un metodo che permette per la prima volta di personalizzare la dieta sulla base dei dati di ogni singolo soggetto. Ma è possibile perdere peso con una dieta su misura?

Risposta glicemica e differenze nelle risposte della glicemia tra gli uni e gli altri sarebbero la chiave di tutto, in quello che Eran Segal, biologo computazionale, immunologo e microbiologo, ed Eran Elinav, del Weizmann Research Institute di Rehovot, propongono come “stile di vita e alimentare” in cui si potranno gustare formaggi grassi, uova o caffè come si fa sempre, sicuri di riuscire a mantenere il peso o addirittura di dimagrire. Tutto basandosi su un vero e proprio algoritmo.

I due ricercatori sono partiti dalla tesi per cui non tutti gli alimenti sono uguali per tutti e che la risposta a pasti identici è diversa da soggetto a soggetto. Se per esempio in due mangiamo una fetta di una stessa torta, i livelli di zucchero nel sangue aumenteranno per entrambi, ma in misura diversa a seconda dei geni, dei batteri che compongono il microbioma intestinale, di quello che si è mangiato di recente e di quanto si è allenati. Le punte, formalmente note come “risposte glicemiche postprandiali” o PPGR, sono difficili da prevedere poiché due persone potrebbero reagire in modo molto diverso allo stesso cibo.

Elinav, Segal e altri ricercatori hanno sviluppato un modo per comprendere quella variabile. Monitorando in modo completo lo zucchero nel sangue, gli stili alimentari  e altri dati di 800 persone, hanno realizzato un algoritmo in grado di prevedere con precisione in che modo i livelli di zucchero nel sangue di una persona raggiungeranno il picco dopo aver mangiato un determinato pasto.

In pratica, hanno determinato per ogni individuo gli alimenti favorevoli e quelli sconsigliati e formulato una dieta personalizzata ottimizzando la scelta dei cibi in base alle risposte glicemiche, secondo la logica per cui più si alza la glicemia più è favorito l’aumento di peso e la sensazione di fame.

I risultati delle loro ricerche sulla nutrizione personalizzata sono racchiusi nel libro “”, edito da Sperling & Kupfer.  

“Non è una dieta per tutti, le diete per tutti sono destinate a fallire”, dichiara Eran Elinav.

Ma come seguire un simile algoritmo? Si tratterebbe di un sistema molto semplice, perché come spiega Elinav, “basta andare in farmacia e comprare un glucometro, portarlo a casa e testare tutti quei cibi che normalmente includiamo nei nostri pasti. Verificare poi il livello di glicemia che si rileva dopo l’assunzione del pasto e dei diversi componenti e così si può capire quali sono buoni e quali invece causano un eccessivo picco glicemico. Sulla base di questi risultati si può poi decidere di combinare gli alimenti in maniera conseguente per vedere quale mix dia i risultati migliori dal punto di vista della risposta glicemica. In questo modo possiamo sentirci meglio, migliorare la nostra salute e la nostra dieta combinando gli alimenti in maniera personalizzata sulla base di questi risultati”.

In pratica, gli autori suggeriscono che le persone potrebbero scoprire in completa autonomia quale effetto hanno diversi alimenti sul loro sistema (per esempio si può comprare un kit per la glicemia e misurare la risposta a qualunque alimento) e che la dieta personalizzata basata su questo algoritmo può modificare l’elevata glicemia postprandiale e le sue conseguenze metaboliche.

Una dieta su misura come si fa con le cure personalizzate, una sorta di vademecum individuale che ci dica cosa giova al nostro organismo e cosa no. D'altro canto non è ciò che facciamo già seguendo i sani principi di una dieta equilibrata e variegata?

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