Positive Nutrition, i dettagli della dieta

16/11/2017Positive Nutrition, i dettagli della dieta

Think Positive è meglio. Non solo per la psiche ma perché ci permette di vivere in salute e più a lungo rispetto la media. Proprio come succede a Okinawa o in Sardegna, le cosidette zone Blu, dove la gente raggiunge con successo età avanzate grazie a una sana dieta ipocalorica, attività fisica e una buona dose di gioia di vivere.

Ed è proprio facendo tesoro di questa dimostrazione socio-psico-demografica che il Professor Barry Sears, famoso ideatore della Dieta a Zona, ha dato vita al suo ultimo libro Positive Nutrition: i pilastri della longevità (Sperling & Kupfer). Lo abbiamo incontrato.

Inserire in un piano alimentare un buon quantitativo di pensieri positivi. È il tassello che mancava nella sua famosa Dieta Zona?
«La Dieta Zona ha sempre avuto una forte connotazione di pensiero positivo, perché si mettono in pratica azioni alimentari positive per risolvere l’infiammazione dell’organismo. In questi ultimi due decenni la Dieta Zona è sempre stata estremamente coerente. Ciò che cambia sono le nuove scoperte della biologia molecolare nel campo della nutrizione che rendono la Dieta sempre più efficace nella risoluzione dell’infiammazione».

È qui, quindi, che si nasconde il segreto delle longevità?
«Il segreto della longevità sta nella capacità di risolvere l’infiammazione in ogni nostro organo. Così facendo, si allunga la longevità in salute, che si può definire “longevità meno anni di disabilità”».

Quali sono i suoi pensieri positivi oggi?
«I pensieri positivi derivano dall’avere una filosofia di vita positiva. Lo sforzo per diventare una persona migliore dovrebbe essere lo scopo principale di ogni filosofia. Questo è il motivo per cui sono un grande appassionato dei filosofi stoici dell’età romana».

E se durante la dieta arriva un momento di sconforto?
«Bisogna concentrarsi sul fatto che si è solo a un pasto di distanza dal tornare in Zona, seguendo strettamente le Dieta Zona per il pasto successivo e tutti gli altri».

Gli acidi Omega-3, i grassi della salute. Che ruolo ricoprono nel programma della Positive Nutrition?
«Sebbene gli acidi grassi omega-3 facciano parte di un ampio programma alimentare per combattere l’infiammazione, è comunque necessario, per riuscire nell’impresa, tenere sotto controllo simultaneamente un’ampia gamma di fattori nutrizionali. Ecco perché la Dieta Zona è un programma completo. Ogni componente della Dieta Zona (proteine, carboidrati, grassi, polifenoli e fibre fermentabili) svolge un ruolo specifico nella risoluzione dell’infiammazione. Una definizione scientifica più rigorosa di Positive Nutrition potrebbe essere Programma di nutrizione in Zona pro-risoluzione».

Parlando in termini di dieta Mediterranea. Quali sono secondo lei i piatti Made in Italy su cui puntare?
«La Dieta Zona va considerata l’evoluzione della dieta mediterranea. La Dieta Zona prevede un consumo moderato di carboidrati associato a un’assunzione adeguata di proteine e un basso utilizzo di grassi. Queste categorie di alimenti sono assunte in proporzioni ben definite a ogni pasto in modo da non sentire fame o affaticamento nonostante il numero totale di calorie sia inferiore.Sebbene si tratti dei componenti principali della dieta mediterranea. È il loro bilanciamento nella Dieta Zona che apporta maggiori vantaggi ormonali che, a loro volta, sfociano in una maggiore risoluzione dell’infiammazione.Verdure grigliate e pesce alla griglia sono un ottimo punto di partenza per la Dieta Zona. Ed è ciò che mangio sempre a pranzo e cena quando vengo in Italia».

E se dovesse indicarci un dessert?
«I frutti di bosco sono il dessert ideale in Zona».

L’infiammazione cellulare, argomento chiave del libro, si combatte anche con lo Yoga e un allenamento aerobico.  Parafrasando le proporzioni della Dieta Zona (40% calorie da carboidrati, 30% calorie da grassi monoinsaturi, 30%calorie da proteine). Come ricostruirebbe un piano gym-zone?
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L’indicazione che mi do per ridurre l’infiammazione cellulare è la “regola 80-15-5”. 80% del successo finale dipenderà dalla dieta (e la Dieta Zona è la strategia che ha avuto maggiori conferme scientifiche nel risolvere l’infiammazione); 15% dall’attività fisica e 5% dalla riduzione dello stress. Sebbene siano tutti elementi importanti, non pesano allo stesso modo nella risoluzione dell’infiammazione. Di certo nel mio programma “Gym- Zone” è vietato rimanere seduti per più di 20 minuti di seguito. Secondo, camminare il più possibile. Terzo, seguire un programma di allenamento costante. In pratica, un interval training fatto in modo tale che il tempo di allenamento per seduta sia di circa 20 minuti. Tre volte alla settimana. Con riposo adeguato tra le sedute. Va sottolineato, tuttavia, che anche il migliore programma di attività fisica viene compromesso da un’alimentazione scorretta».

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